VEICOLI COMMERCIALI IN CALO IN FEBBRAIO, BENE GLI ITALIANI

Domanda condizionata da fine della Tremonti-Bis, congiuntura economica e guerra

Flessione contenuta in febbraio per le vendite di veicoli commerciali con portata fino a 35 quintali. Secondo i dati diffusi oggi, nel mese scorso le unità vendute sono state 17.302 con un calo del 6,54% rispetto allo stesso mese del 2002. Nello scorso anno il mercato dei veicoli commerciali – osserva il Centro Studi Promotor – aveva fatto registrare un volume di vendite record soprattutto per effetto della Tremonti-Bis che, a determinate condizioni, accordava agevolazioni fiscali sugli investimenti, agevolazioni di cui potevano beneficiare anche i veicoli commerciali. La Tremonti-Bis è tuttavia scaduta il 31 dicembre. Nel 2003 ci si attendeva quindi una pesante flessione delle vendite, anche perché il quadro economico è in deterioramento e sulla domanda incide anche l’incertezza legata alla situazione internazionale. In realtà in gennaio si è registrato un incremento delle vendite dell’1,26% e il calo di febbraio (-6,54%) è tutto sommato abbastanza contenuto. Il bilancio del primo bimestre chiude così con una contrazione inferiore al 3% (-2,87%). Va inoltre segnalato che il calo riguarda esclusivamente le marche estere, le cui vendite accusano una contrazione del 13,92%. Continua invece l’espansione delle case italiane che, dopo aver fatto registrare una crescita del 27% nel 2002, chiudono il primo bimestre 2003 con un incremento dell’ 8,26%.

Il buon andamento delle case italiane e il contenimento del calo del mercato complessivo entro limiti modesti non sono però sufficienti a fugare le preoccupazioni per la futura evoluzione della domanda. Come si è già accennato, il mercato dei veicoli commerciali deve scontare l’anticipo di domanda del 2002 dovuto alla Tremonti-Bis e ciò in un contesto economico non favorevole e in uno scenario internazionale quanto mai gravido di incognite. La delicatezza dell’attuale fase del mercato italiano dei veicoli commerciali emerge con chiarezza dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor sugli operatori del settore. In febbraio dichiara infatti bassi livelli di acquisizione di ordini il 71% dei concessionari, mentre la percentuale corrispondente era pari al 61% in gennaio e al 29% in dicembre. Per quanto riguarda poi le attese dei concessionari per l’evoluzione del mercato nei prossimi mesi va segnalato che la maggior parte (63%) prevede domanda stabile sui non elevati livelli attuali, mentre tra gli altri prevalgono le previsioni di ulteriore rallentamento.