TRENTANNI DI AUTOMOBILE IN ITALIA

Tra il 1976 anno della prima edizione del Motor Show di Bologna e il 2005 anno della trentesima edizione l’Italia è radicalmente cambiata. Anche il mondo dell’automobile ha subito una profonda trasformazione. Dal confronto tra alcuni dati significativi del 1976 e del 2005 scaturiscono indicazioni molto interessanti. Innanzitutto per le dimensioni del mercato, che è praticamente raddoppiato per quanto riguarda il numero delle vetture immatricolate, passate da 1.187.621 immatricolazioni del 1976 alle 2.260.000 unità previste per il 2005. Il valore degli acquisti di auto in moneta corrente, cioè al lordo dell’inflazione, è però aumentato di ben 23 volte passando dai 3.266 di lire miliardi del 1976, corrispondenti a 1.687 milioni di euro, ai 40.680 milioni di euro del 2005. Questo forte incremento è dovuto principalmente all’inflazione, ma l’aumento della capacità di spesa degli italiani ha consentito anche di produrre e offrire vetture molto più confortevoli ed avanzate sul piano tecnologico e quindi più costose.
Se le immatricolazioni annue sono quasi raddoppiate il numero delle vetture circolanti è più che raddoppiato passando dai 15.925.097 di unità del 1976 ai 33.400.000 di unità stimate nel 2005. Purtroppo la rete stradale non ha tenuto il passo dello sviluppo del circolante. I chilometri di strade extraurbane disponibili erano 293.285 nel 1976 e sono saliti a 306.300 nel 2005. La crescita è soltanto del 4,4%. Interessante anche il confronto tra alcuni prezzi significativi. Innanzitutto quello della benzina che era di 380 lire nel 1976, e cioè di 25 centesimi di euro, e che è salita a ben 1,23 euro secondo l’ultima rilevazione del Ministero delle Attività Produttive. Il prezzo è quindi quintuplicato.
Ben maggiore è stata la crescita per il gasolio che costava 140 lire, cioè 7 centesimi di euro nel 1976, ed ora costa 1,12 euro. In questo caso l’incremento è stato di quindici volte. Significativo è poi il confronto tra due modelli di punta del produttore italiano. La Fiat 128 che nella versione d’attacco nel 1976 costava 3.027.000 lire, corrispondenti a 1.563 euro, e la Fiat Grande Punto che oggi viene offerta a 11.111 euro.
Una delle più grandi trasformazioni riguarda però l’offerta di autovetture. Secondo il listino di Quattroruote, all’apertura del Motor Show di Bologna del 1976 le marche offerte sul mercato italiano erano 47 di cui alcune, come le giapponesi, presenti praticamente soltanto sulla carta. Nel 2005 il numero delle marche offerte sale a 55. Molto più forte è però la crescita dei modelli e soprattutto delle versioni. Ai 129 modelli offerti nel 1976 si contrappongono i 409 del 2005, mentre le versioni sono passate da 314 a ben 3.161.

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Tabella confronto 30 anni