STAGNANTE IL MERCATO ITALIANO DELL’AUTO

Mentre la manovra fiscale grava sulle prospettive

Secondo i dati diffusi oggi, in ottobre in Italia sono state immatricolate 186.891 autovetture con un aumento dello 0,08% sullo stesso mese del 2005. Questo modestissimo incremento va valutato considerando che nell’ottobre scorso vi è stata una giornata lavorativa in più rispetto allo stesso mese del 2005 e quindi, a parità di giorni lavorati si registra una contrazione del 4,5%. Il mercato automobilistico italiano non riesce dunque ad uscire dalla situazione di stagnazione in cui è caduto nella seconda metà dell’anno dopo un primo semestre che ha visto le immatricolazioni in crescita del 7,86%.

Nel quadro attuale permangono comunque molti elementi positivi ed altri se ne sono aggiunti recentemente. La situazione economica del Paese, secondo gli ultimi dati, continua a migliorare e migliora anche l’andamento dell’occupazione. Il costo del denaro resta su livelli contenuti e questo è un elemento fortemente positivo in quanto la domanda di auto appare sostenuta in misura notevole dalla possibilità di ricorrere ad acquisti con pagamenti dilazionati. A ciò si aggiunge che l’attenuarsi delle tensioni inflazionistiche crea condizioni favorevoli per mantenere quantomeno invariato il costo del denaro e che il calo del prezzo del petrolio grezzo ha già ridimensionato i prezzi alla pompa dei carburanti. L’insieme di questi elementi suggerirebbe la possibilità di una uscita verso l’alto, cioè in crescita, dalla situazione di stallo in cui il mercato dell’auto attualmente si trova.

Su questa prospettiva grava però la politica fiscale varata dal Governo. E grava anche il calo di ottobre sia nel clima di fiducia dei consumatori determinato dall’Isae che in quello degli operatori del settore automobilistico determinato dal Centro Studi Promotor. Dalla rilevazione condotta dal Centro Studi Promotor a fine ottobre emerge, tra l’altro, una contrazione sia del flusso di visitatori nei saloni di vendita dei concessionari che dell’acquisizione di ordini, mentre si ridimensiona anche il quadro delle previsioni a breve sull’andamento della domanda, che viene tuttavia prevista stabile dal 61% dei concessionari, cioè da una quota di operatori ancora sicuramente consistente.

Sulla situazione e sulle prospettive del mercato incide inoltre, come si accennava, la manovra fiscale che sta ponendo l’auto nel mirino. Secondo il 53% dei concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor la domanda risente già degli effetti della manovra sul bollo che dovrebbe aumentare per quasi il 90% delle auto in circolazione, colpendo sia i modelli con potenza superiore a 100 kw che quelli non Euro 4 o non Euro 5. I rincari dovrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio ma, secondo i concessionari, l’impatto negativo già si avverte per la situazione di incertezza che si è creata e che induce quantomeno a rinviare le decisioni di acquisto. E ciò mentre viene archiviata la possibilità che il Governo aveva prospettato di introdurre nuovi incentivi alla rottamazione consistenti in esenzioni biennali o triennali del bollo per chi acquista auto Euro 4. Forti sono poi i timori legati agli inasprimenti sulla tassazione dell’auto aziendale che sono già entrati in vigore con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2006. Il 63% dei concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor dichiara che vi è già stato un impatto negativo. Preoccupa in particolare l’aumento del 67% stabilito dalla legge per il costo d’esercizio dell’auto da addebitare al dipendente che beneficia della possibilità di utilizzare un’auto aziendale anche per motivi personali. Questo aumento può frenare la diffusione dell’auto aziendale nel nostro Paese e può comunque indirizzare la domanda verso vetture di classe inferiore a quelle attualmente diffuse. L’impatto sul mercato complessivo dell’auto potrebbe essere rilevante dato che le aziende attualmente acquistano più di un quarto di tutte le auto immatricolate.