PIU’ FREDDI DELL’INFLAZIONE I PREZZI DELLE AUTO

Dal 1995 ad oggi i prezzi delle auto crescono di quasi dieci punti in meno rispetto all’inflazione. Lievemente più elevati gli aumenti delle case italiane rispetto alle estere.

Secondo una elaborazione compiuta dal Centro Studi Promotor sulla base degli indici dell’Istat, un’auto media del costo di 15.000 euro a metà degli anni ‘90, cioè, per l’esattezza nel 1995, se avesse visto il suo prezzo aumentare con lo stesso tasso di crescita dell’inflazione, dovrebbe costare oggi 18.840 euro. In realtà il suo costo effettivo attuale è di 17.400 euro, cioè è inferiore del 7,6%. Il calcolo è stato eseguito sulla base degli indici Istat dei prezzi al consumo, che per le automobili non considerano i listini, ma i prezzi effettivamente pagati al netto di sconti e promozioni. Il fatto che la dinamica dei prezzi effettivi delle auto sia stata nell’ultimo decennio più contenuta dell’inflazione, nonostante il costante miglioramento qualitativo del prodotto, è una chiara conseguenza delle difficoltà che il mercato automobilistico italiano ha dovuto affrontare.

Dalla caduta delle vendite del 1993 (- 28,7% sul 1992) il mercato italiano dell’auto si è risollevato soltanto con gli incentivi statali alla rottamazione del 1997/1998. Poi le immatricolazioni si sono mantenute elevate grazie al forte impegno delle case in termini di sconti e promozioni a cui sono aggiunti i nuovi incentivi statali alla rottamazione del 2002/2003. La politica delle case automobilistiche ha consentito una dinamica dei prezzi effettivi più contenuta dell’inflazione. Dal 1995 al 2004 il livello generale dei prezzi al consumo è salito del 25,6%. Quello dei prezzi delle automobili soltanto del 16%.

Approfondendo l’analisi, emerge un altro elemento molto interessante e cioè il fatto che le auto italiane hanno fatto registrare crescite dei prezzi più elevate rispetto alle estere. Tornando all’esempio che facevamo all’inizio, un’auto media del costo di 15.000 euro nel 1995, secondo gli indici Istat, se italiana dovrebbe costare oggi 17.820 euro, se estera 17.265 (contro 18.840 euro che entrambe dovrebbero costare se avessero avuto crescite dei prezzi in linea con l’inflazione). La differenza non è molto rilevante, ma è comunque indicativa del tentativo fatto dalle case italiane, soprattutto negli ultimi anni, di salvaguardare i margini aziendali. Non si può tuttavia certamente affermare che dal 1995 al 2004 la politica dei prezzi delle case italiane sia in qualche modo responsabile del fortissimo ridimensionamento della loro quota sul mercato italiano. Dal 1993 al 2004 la quota delle italiane sulle immatricolazioni nel nostro paese e scesa dal 44,5% al 28,09%, mentre gli aumenti dell’indice dei prezzi effettivi è stato del 18,8% per le italiane contro il 15,1% delle estere.

Tornando al mercato complessivamente considerato, la moderazione dimostrata da tutte le case, italiane ed estere, in materia di prezzi ha consentito al mercato italiano di mantenersi su livelli elevati. Nel 1997, grazie ai primi incentivi statali alla rottamazione, le immatricolazioni balzarono a 2.402.358 dal livello di 1.731361 registrato nel 1996. Dal 1997 in poi il numero delle auto immatricolate ogni anno non è mai sceso al di sotto di 2.200.000 unità, che è certamente un volume di tutto rispetto. Anche se non si può non notare che il mercato italiano, che nel 1995 era il quarto nel mondo per volume di vendite, è sceso al quinto posto nel 2001 a favore di quello del Regno Unito.

Allegati:

Tabelle comunicato 21.02.05 sui prezzi delle auto