NONOSTANTE UNA BUONA STELLA, IN DIFFICOLTA’ IL MERCATO EUROPEO DELL’AUTO

Pare che sul mercato dell’auto europeo splenda ancora una buona stella, ma che non sia più l’Italia, bensì la Germania. L’anno scorso gli incentivi alla rottamazione hanno dato al mercato italiano un ruolo trainante nel contesto europeo. Con il suo 7,1% di incremento l’Italia ha consentito all’Europa di chiudere il bilancio 2007 delle immatricolazioni di vetture con una crescita dell’1,1%. Senza l’apporto italiano la crescita sarebbe stata soltanto dello 0,1%. Quest’anno è il mercato tedesco a sostenere le immatricolazioni europee. In Germania in gennaio vi è stata infatti una crescita del 10,5% che, in un quadro economico sempre più difficile, ha consentito al mercato europeo di contenere le perdite nello 0,3%, mentre senza l’apporto tedesco vi sarebbe stato un calo del 2,2%. Anche la crescita della Germania, come quella del 2007 dell’Italia, deriva da fattori contingenti, costituiti per il nostro Paese dagli incentivi alla rottamazione e per la Germania dal recupero del forte calo (10,5%) che vi fu nel gennaio 2007 per effetto dell’entrata in vigore di un aumento di tre punti dell’Iva.

Al di là dell’effetto Germania, i dati del gennaio scorso mettono in luce una situazione di sostanziale debolezza per il mercato europeo dell’auto nel suo complesso e per quello italiano in particolare, che tra l’altro, dopo aver fatto registrare una contrazione del 7,3% in gennaio, ha accusato grandi difficoltà anche nei primi quindici giorni di febbraio. Nel quadro europeo, a parte il mercato tedesco, tutti i grandi mercati sono in calo. Oltre che in Italia, le immatricolazioni sono scese del 2,1% nel Regno Unito, del 5,6% in Francia e di ben il 12,7% in Spagna. Secondo il Centro Studi Promotor il mercato europeo dell’auto è penalizzato soprattutto da un quadro economico debole e in continuo peggioramento. Negli ultimi anni, nonostante l’insufficiente sviluppo delle risorse a disposizione delle famiglie, la domanda di autovetture ha potuto mantenersi su livelli in assoluto elevati per effetto di un crescente ricorso al credito al consumo che ha consentito alle famiglie di spendere quote crescenti di reddito non ancora conseguito. Ora, con la crisi finanziaria internazionale, questo meccanismo si è inceppato e il mercato dell’auto deve fare i conti con una capacità di spesa delle famiglie inadeguata a sostenere i consumi e lo sviluppo economico.

Un discorso a sé nel mercato europeo dell’auto va fatto per i paesi nuovi membri dell’Unione Europea. In questa area in gennaio le immatricolazioni sono aumentate del 20,1% e la causa va ricercata nel fatto che il decollo del processo di motorizzazione di massa, impedito per decenni da ragioni politiche, è ora in pieno sviluppo ed è soltanto rallentato, ma non frenato, dalle difficoltà economiche. Anzi, la diffusione dell’automobile è molto più rapida di quanto possa sembrare analizzando soltanto i dati delle immatricolazioni di vetture nuove. In questa area, infatti, l’accesso alle quattro ruote avviene in larga misura anche con automobili usate importate da altri paesi europei, Italia compresa.