IN FRENATA IL MERCATO DELL’AUTO EUROPEO

Il mercato dell’auto ha invertito la marcia in Europa. Dopo un primo semestre 2004 in crescita, ottobre fa registrare il quarto calo mensile consecutivo. Anche se il confronto si fa con un mese, ottobre 2003, in cui in diversi paesi europei vi è stato un maggior numero di giorni lavorati, il segnale è chiaro: la domanda sta frenando. Lo conferma anche l’andamento nei cinque maggiori mercati del continente che sono Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Spagna. In ottobre sono tutti in calo tranne il mercato tedesco che, però, nel consuntivo dei primi dieci mesi è pure in flessione, mentre, sempre nel bilancio dei primi dieci mesi, solo il mercato spagnolo fa registrare un significativo miglioramento.

Con il calo di ottobre il mercato complessivo dei diciassette paesi dell’Europa Occidentale riduce il suo margine nel confronto con il 2003 che scende all’1,1% dal 3,3% del primo semestre e che probabilmente si ridurrà ancora in novembre e dicembre, portando le immatricolazioni ad attestarsi intorno ai livelli del 2003. Secondo il Centro Studi Promotor pesa sulla domanda europea di auto la debolezza della congiuntura economica dell’area testimoniata anche dai dati recentemente diffusi sul prodotto interno lordo nel terzo trimestre. L’Unione Europea deve fare i conti con il caro-petrolio, con il caro-euro e con i vincoli che si è data che non favoriscono certo lo sviluppo né, in particolare, i consumi.

Interessanti sono nei risultati di ottobre anche i dati relativi al mercato degli otto principali paesi nella pattuglia dei dieci che sono recentemente entrati nella UE. Anche per questi paesi fino a giugno le vendite di auto nuove sono state in crescita, ma negli ultimi mesi si registrano cali (-19% in ottobre) legati anche alla concorrenza che, in questi paesi, al mercato del nuovo viene fatta dall’usato recente che proviene in misura crescente dai mercati più avanzati dell’Unione.

Per quanto riguarda l’andamento per gruppi va segnalato che, al di là dei soliti giapponesi e coreani fortemente beneficiati dai rapporti di cambio tra l’euro e le loro valute, in ottobre guadagnano posizioni soltanto Bmw, con un eccezionale incremento del 24,5%, e Volkswagen, con una crescita del 2,9%. Nel bilancio dei primi dieci mesi il numero dei gruppi in crescita è invece più elevato: tutti gli orientali, tranne Nissan e Mitsubishi, ed inoltre Bmw (+9,7%), Ford (+3,6%) e Fiat che, nonostante la scivolata di ottobre, si conferma in crescita dello 0,8% nei primi dieci mesi dell’anno.