IN CALO ANCHE IN FEBBRAIO IL MERCATO EUROPEO DELL’AUTO

Fiat in recupero, Italia in controtendenza

Dopo il risultato negativo di gennaio, anche in febbraio si registra un calo di vendite di di autovetture in Europa Occidentale. Nel mese scorso, nei diciotto mercati nazionali che compongono l’area, le immatricolazioni sono state 1.016.454 contro 1.053.541 del febbraio 2002. La contrazione è del 3,5%. In gennaio – fa rilevare il Centro Studi Promotor – vi era stato invece un calo del 7%. Il risultato di febbraio fa quindi registrare un certo miglioramento in un quadro che resta comunque negativo e che vede il bilancio del primo bimestre dell’anno chiudere a quota 2.209.879, con una contrazione del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’aspetto che maggiormente preoccupa è il fatto che dei cinque maggiori mercati del continente, in cui complessivamente viene immatricolato il 77% delle autovetture vendute in Europa Occidentale, quattro sono in calo e cioè quelli di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Il quinto tra i grandi mercati, quello italiano, è invece in recupero in febbraio (+8,1%), ma soltanto per effetto della reintroduzione dal 13 gennaio degli incentivi alla rottamazione e chiude comunque con una perdita del 4,4% il consuntivo dei primi due mesi dell’anno. Un particolare significato assume il calo del Regno Unito in quanto al termine di una fase di crescita che durava dal 1996 il Regno Unito aveva fatto registrare un risultato di tutto rilievo nel 2002, conquistando la seconda posizione in Europa per volume di immatricolazioni, dopo la Germania e a danno dell’Italia, che invece riconquista il secondo posto nel consuntivo del primo bimestre 2003. Si tratta di una magra consolazione per il nostro Paese che comunque si aggiunge al fatto che in febbraio il gruppo Fiat recupera in quote di mercato rispetto a gennaio salendo dall’8,7% all’8,9%. Nel quadro europeo si registrano anche situazioni di crescita in alcuni mercati minori che però complessivamente incidono soltanto per il 7% sulle vendite dell’area.

L’andamento della domanda di auto in Europa, secondo il Centro Studi Promotor, è strettamente correlato al clima di fiducia dei consumatori che nei paesi dell’euro è sceso sui livelli minimi dal maggio del 1997. Pesa sulle intenzioni di acquisto dei consumatori il progressivo indebolimento della situazione economica con la comparsa di segnali di recessione e il profilarsi del pericolo di deflazione. Sulla propensione all’acquisto di automobili influisce anche il clima di tensione e di preoccupazione legato alla situazione internazionale e in particolare ai rischi di una guerra che appare sempre più inevitabile. D’altra parte va rilevato che, anche in assenza della prospettiva di un conflitto, il quadro economico europeo non sarebbe tale da lasciar prevedere a breve una ripresa della domanda di automobili.