IMMATRICOLAZIONI GENNAIO-FEBBRAIO -1% SUL 2025, -18,3% SUL 2019

Vendite auto in Europa Occidentale

Nel primo bimestre del 2026 le immatricolazioni di autovetture in Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) sono state 1.940.321 con un calo sullo stesso periodo dell’anno scorso dell’1%, ma con un calo ben più sostenuto (-18,3%) nei confronti dei livelli del 2019, cioè dei livelli ante-crisi, che rimangono il primo obiettivo da raggiungere per il ritorno alla normalità del mercato dell’auto dell’Europa Occidentale come già è avvenuto nel resto del mondo.

Considerando i cinque maggiori mercati nazionali dell’Europa Occidentale, il calo maggiore, rispetto al primo bimestre dello scorso anno, riguarda la Francia (-11,1%), seguita dalla Germania (-1,4%). Negli altri paesi che fanno parte del gruppo dei cinque maggiori si registrano invece crescite (Spagna + 4,6%, Regno Unito +4,8% e Italia +10,2%). Il confronto con la situazione ante-crisi, cioè con il 2019, è comunque negativo per tutti con un calo del 30,4% per la Francia, del 24,2% per la Germania, del 13% per l’Italia, del 12,4% per la Spagna e del 3,6% per il Regno Unito.

Interessante, dato l’impegno per la transizione energetica, è il confronto tra la quota delle auto elettriche nei cinque maggiori mercati in questo primo scorcio del 2026. In testa alla classifica vediamo la Francia con una quota del 27,5% seguita da Germania e Regno Unito, entrambe con il 22%, e quindi dalla Spagna con il 9% e dall’Italia con il 7,3% raggiunto con la coda degli incentivi varati nell’ottobre scorso.

Degni di nota nei dati diffusi oggi dall’Acea sono anche i dati relativi alle auto ibride plug-in, cioè ibride con la possibilità di ricarica delle batterie dall’esterno, soluzione questa che si sta sempre più rivelando come una possibile alternativa all’auto elettrica. Per il mercato dell’area nel suo complesso, nei dati diffusi oggi dall’Acea, la quota delle elettriche è decisamente più elevata di quella delle ibride plug-in in quanto è del 19,6% contro il 10,1% delle plug-in, ma il tasso di crescita in questo primo bimestre del 2026 è del 32,7% per le plug-in contro il 14,8% delle elettriche.

Un altro aspetto da segnalare nei dati diffusi oggi dall’Acea è il peso crescente nelle vendite di auto elettriche di modelli di case automobilistiche solo di recente affacciatesi in maniera significativa sul mercato dell’auto europea. Un altro aspetto noto da tempo e riconfermato dai dati diffusi oggi è poi il forte ritardo del mercato dell’Europa Occidentale nel recuperare i livelli ante-pandemia che invece sono stati già da tempo superati nel resto del mondo. Certamente, ha commentato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, sulla lentezza a ritornare ai livelli ante-crisi dei paesi dell’Europa Occidentale ha influito il travaglio per raggiungere gli obiettivi ambientali fissati dalla UE e adottati anche dal Regno Unito che della UE non fa più parte ma che continua a seguirne gli indirizzi su alcune cattive strade.

Bologna, 24 marzo 2026