IL BOOM ITALIANO SOSTIENE IL MERCATO AUTO EUROPEO IN MARZO

Anche se le prospettive per i prossimi mesi restano sfavorevoli

Il boom delle immatricolazioni italiane di auto in marzo influenza decisamente il consuntivo del mese dell’intero mercato europeo. Nei diciotto mercati nazionali dell’area nel marzo scorso sono state immatricolate 1.592.973 autovetture con una crescita del 2%. Questo risultato positivo è dovuto essenzialmente all’incremento del 27,4% che si è registrato in Italia per effetto della corsa agli acquisti scatenata dalla fine degli incentivi alla rottamazione con il 31 marzo. Tutti gli altri grandi mercati del continente – osserva il Centro Studi Promotor – hanno fatto registrare il mese scorso cali di vendite, con la sola eccezione del Regno Unito in cui le immatricolazioni crescono del 3,4%. Vi sono anche altri mercati in crescita, ma riguardano paesi (Austria, Finlandia, Svezia e Olanda) la cui domanda ha un’incidenza molto modesta (7%) sul complesso delle auto vendute in Europa.

Il risultato positivo di marzo nei diciotto paesi dell’Europa Occidentale complessivamente considerati non è comunque tale da riportare in attivo il bilancio del primo trimestre, che chiude con 3.801.206 immatricolazioni e quindi con un calo del 2,4% rispetto al primo trimestre 2002. Nel trimestre il maggior mercato nazionale del continente, quello della Germania, accusa una contrazione dell’1,5%. Nel Regno Unito, nonostante la crescita di marzo, si registra un calo dell’1,4%. In Francia la contrazione è del 7,4% e in Spagna del 5,7%. Solo l’Italia fa registrare una crescita del 5,8% che è dovuta agli incentivi alla rottamazione.

Al di là del dato di marzo, la situazione del mercato automobilistico europeo, secondo il Centro Studi Promotor, resta negativa. Dalle rilevazioni congiunturali mensili emerge che il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive è in peggioramento in tutti i maggiori paesi europei e che la fiducia dei consumatori nell’area dell’euro è scesa sui livelli minimi dal settembre 1996. D’altra parte è assolutamente scontato che il progressivo rallentamento dell’economia europea e i timori legati alla situazione internazionale deprimano la fiducia dei consumatori e con essa la propensione all’acquisto di beni durevoli ed in particolare di automobili. Secondo il Centro Studi Promotor sono negative anche le prospettive per i prossimi mesi. Nel primo trimestre dell’anno ha contribuito a contenere le perdite nel bilancio complessivo delle vendite di auto in Europa il buon andamento del mercato italiano, che vale circa un quinto del mercato complessivo europeo e che ha beneficiato degli incentivi alla rottamazione. Come si diceva, queste agevolazioni sono però finite il 31 marzo e già da aprile si prevedono pesanti flessioni delle immatricolazioni, che si rifletteranno inevitabilmente sui risultati dell’intero mercato europeo.