EFFETTO ELEZIONI ED EFFETTO CALENDARIO FRENANO IL MERCATO AUTO

Primo quadrimestre in crescita del 5,57% e prospettive positive

In aprile, secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 185.244 autovetture con un calo del 6,30% rispetto allo stesso mese del 2005. Questa contrazione, secondo il Centro Studi Promotor, non desta tuttavia alcun allarme e non mette in discussione la ripresa del mercato automobilistico delineatasi da gennaio, ripresa che, nonostante il calo di aprile, ha portato il consuntivo del primo quadrimestre a quota 886.976 immatricolazioni con una crescita del 5,57%.

L’andamento negativo di aprile è dovuto al concentrarsi in un solo mese di numerosi elementi negativi, di carattere peraltro contingente, che hanno frenato la domanda. Innanzitutto vi è stato un effetto calendario. Il mese scorso i giorni lavorativi sono stati due in meno rispetto al 2005 ed inoltre la Pasqua e la collocazione delle feste infrasettimanali hanno offerto occasioni per ponti o per saldare, con l’utilizzo di pochi giorni di ferie, due festività ottenendo un lungo periodo di vacanza. All’effetto calendario si è aggiunto l’effetto elezioni, che ha sempre un impatto negativo sulle vendite di auto.

Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor di aprile emerge infatti che i concessionari per aprile indicano come fattori di freno della domanda, oltre al quadro economico generale (67% di indicazioni), innanzitutto la Pasqua e i ponti (64%) e le elezioni (61%). Gli elementi propulsivi delle vendite vengono invece identificati principalmente nelle campagne promozionali nazionali (64% di indicazioni), nei nuovi modelli (56%) e nel contenimento dei prezzi (38%). Continuano d’altra parte a sostenere le vendite anche le agevolazioni finanziarie consentite dal basso costo del denaro (74% di indicazioni). Va inoltre sottolineato che il fattore di freno delle vendite costituito dal quadro economico generale (di cui si è detto più sopra) viene visto dai concessionari in attenuazione. Nel luglio 2005 era indicato come elemento di ostacolo alle vendite dall’86% del campione. Nel febbraio scorso la percentuale corrispondente è scesa al 70% e in aprile al 67%. Questo andamento è d’altra parte coerente con il rafforzarsi dei segnali di ripresa dell’economia italiana.

In sintesi, secondo il Centro Studi Promotor, nonostante che il calendario e le elezioni abbiano depresso il risultato di aprile con ripercussioni sia sulle vendite che sulla raccolta di ordini, il quadro congiunturale del mercato automobilistico rimane improntato alla crescita grazie al delinearsi della ripresa dell’economia, ai nuovi modelli, alle promozioni e alla convenienza degli acquisti rateali. Per quanto riguarda in particolare i prossimi tre-quattro mesi il 79% dei concessionari si attende vendite stabili o in aumento. Da segnalare poi che i concessionari, pur dichiarandosi in maggioranza insoddisfatti, segnalano un miglioramento della remuneratività del business (legato anche al minor ricorso ai chilometri zero). Dall’inchiesta di aprile emerge infatti che la remuneratività viene ritenuta insoddisfacente dal 70% dei concessionari. Si tratta di una percentuale certamente elevata, ma lontana dall’ 87-88% che si registrava a metà 2005.