DETRAIBILITA’ IVA SULLE AUTO: PROBABILE UN BUCO DI 10 MILIARDI DI EURO NEI CONTI PUBBLICI

Il 14 settembre nei conti pubblici italiani potrebbe aprirsi un buco di oltre 10 miliardi di euro. La Corte di Giustizia Europea emetterà infatti la sentenza nella vertenza contro la nostra Agenzia delle Entrate per la detraibilità dell’Iva sulle autovetture. Con ogni probabilità l’Italia verrà condannata e la sentenza dovrebbe avere effetto retroattivo immediato per tutti i contribuenti interessati dal 2003. La stima di 10,056 miliardi di minor gettito è stata fatta dal Centro Studi Promotor, ipotizzando che, con la sentenza, l’Iva diventi detraibile al 50% sia sulle autovetture che sugli acquisti di beni e servizi necessari per utilizzarle.

Il Centro Studi Promotor ha innanzitutto determinato in 2,514 miliardi il minor gettito per un anno a regime e ha poi moltiplicato per quattro questo risultato per tenere conto della retroattività. Il metodo seguito dal Centro Studi Promotor per elaborare la stima è particolarmente laborioso, data la complessità della materia fiscale e la necessità di stimare alcuni dati statistici non disponibili. Il Centro Studi Promotor, con riferimento ad un anno tipo, ha innanzitutto quantificato in 19,8 miliardi di euro la spesa per l’acquisto di vetture che dovrebbero essere interessate dalla sentenza. L’Iva attualmente detraibile su queste auto ammonta a 495 milioni. Con la sentenza dovrebbe salire a 1,650 miliardi con una diminuzione di gettito per l’erario di 1,155 miliardi su base annua. Il Centro Studi Promotor ha poi determinato per il parco circolante interessato dalla sentenza l’entità della spesa annua per i principali costi d’esercizio sui quali l’Iva è attualmente indetraibile. La spesa totale annua per le voci considerate (consumo di carburante, manutenzione, riparazioni, pneumatici, pedaggi autostradali) è stata quantificata su base annua in 20,330 miliardi di cui 3,390 miliardi costituiti da Iva indetraibile, che dovrebbe diventare detraibile al 50%, determinando un minor gettito per l’erario di 1,695 miliardi.

Considerando che, per i costi d’esercizio, l’introduzione della detraibilità dell’Iva determina un corrispondente aumento della base imponibile agli effetti delle imposte sul reddito, il Centro Studi Promotor ha poi quantificato questo recupero in 336 milioni su base annua. Il minor gettito complessivo, sempre su base annua, è stato ottenuto sommando al minor gettito IVA per gli acquisti di autovetture il minor gettito sui costi d’esercizio e detraendo dal risultato il recupero di imposte sul reddito (1,155 +1,695 – 0,336 = 2,514 miliardi di euro). Il totale su base annua è di 2,514 miliardi, moltiplicando questa cifra per i 4 anni di retroattività immediata, si ottiene 10,056 miliardi, che è appunto l’entità dell’impatto negativo immediato che la sentenza della Corte di Giustizia Europea potrebbe avere sui conti dello Stato.