DAL 2000 AL 2006 MINORI CONSUMI PER I MODELLI A BENZINA, MAGGIORI PRESTAZIONI PER QUELLI DIESEL

La risposta delle case auto ai rincari del carburante

Dal 24 luglio 2000 al 24 luglio 2006 il prezzo medio alla pompa di un litro di benzina é salito da 1,10 a 1,39 euro. La crescita è del 26,36%. Per un litro di gasolio si è invece passati dagli 88 centesimi ad un euro e ventuno centesimi. L’incremento è di ben il 37,50%. Come è noto, nonostante la crescita ben più sostenuta dei prezzi del gasolio, gli anni dal 2000 al 2004 sono quelli della grande diffusione del diesel nel nostro Paese. Nel 2005 la quota raggiunta si è poi stabilizzata ma, nel 2006 sembra destinata a risalire.

In che misura le case automobilistiche hanno cercato di tenere conto nella loro politica di offerta delle dinamiche dei prezzi dei due carburanti? Secondo un’analisi del Centro Studi Promotor, per i modelli a benzina le case hanno puntato a contenere l’aumento della spesa per i carburanti cercando di diminuire i consumi unitari, senza tuttavia pregiudicare le prestazioni. Per i modelli diesel l’attenzione al contenimento dei consumi è stata invece molto minore. Il forte orientamento del mercato verso il diesel e comunque il permanere di una situazione di maggiore economicità dell’alimentazione a gasolio rispetto a quella a benzina (nonostante una crescita del prezzo del gasolio decisamente superiore a quella della benzina) hanno consentito alle case di puntare più sul miglioramento delle prestazioni che non sulla riduzione dei consumi.

Queste considerazioni scaturiscono da uno studio i cui principali risultati sono sintetizzati nella tabella che mette a confronto per la versione di attacco del 2000 e del 2006 di dieci modelli a benzina e di dieci modelli a gasolio i consumi, la spesa per il carburante per la percorrenza media dell’automobilista italiano (15.000 km), la potenza e la cilindrata. Vediamo quanto emerge dalla tabella, che riporta i modelli considerati, sia a benzina che a gasolio, in graduatoria decrescente secondo la percentuale di crescita della spesa per il carburante tra il 2000 e il 2006.

Il primo modello che compare nella graduatoria dei modelli a benzina è la Volkswagen Golf che va in controtendenza rispetto alle altre auto considerate in quanto vede la spesa per il carburante aumentare in misura sensibilmente superiore alla crescita del costo della benzina (42,16% contro 26,36%). La ragione è che tra i due anni, a sostanziale parità di cilindrata, il modello tedesco ha aumentato sensibilmente la potenza ed i consumi. Allineata con la dinamica del prezzo della benzina è invece l’Alfa 147, che ha mantenuto invariati potenza e consumi. Gli altri otto modelli considerati hanno avuto tutti incrementi di spesa inferiori in termini percentuali all’aumento del prezzo della benzina e la Fiat Panda, a parità di cilindrata e di potenza, ha fatto registrare addirittura un incremento di spesa contenuto nel 4,39% grazie ad una sensibile contrazione dei consumi. Sulla riduzione dei consumi hanno puntato anche tutti gli altri modelli a benzina considerati e il dato significativo è che, se si esclude la BMW Serie 3 318, sono riusciti a farlo senza diminuire la potenza ed anzi in qualche caso aumentandola.

Venendo ai modelli diesel, tra quelli considerati guida la graduatoria per incremento della spesa l’Audi A4 1.9, che, pur mantenendo invariata la potenza e la cilindrata, ha visto aumentare i consumi di carburante anche per effetto dell’aumento del peso della vettura dovuto ad un miglioramento delle caratteristiche di sicurezza. La Ford Focus 1800, con una crescita della spesa del 45,92% contro il 37,50% dell’aumento del prezzo del gasolio, ha invece sacrificato i consumi per aumentare la potenza. Analoghe scelte sono state fatte per l’Opel Astra 1.7 16V e per la Volkswagen Passat 1.9. Meglio hanno fatto Renault Megane 1.9 e Bmw Serie 3 320 che sono riuscite a mantenere invariati i consumi pur aumentando sensibilmente la potenza. Meglio ancora hanno fatto Alfa 164 2.4, Toyota Avensis 2.0 e Fiat Punto 1.9 che sono riuscite ad aumentare la potenza e a diminuire i consumi. Una valida scelta di compromesso è stata poi quella della Nissan Micra 1.5 che, tra le auto considerate, è quella che ha l’aumento di spesa più contenuto e che ha ottenuto questo risultato con una modesta diminuzione della potenza compensata da una ben più consistente riduzione dei consumi.

Allegati:

Tabella consumi benzina e gasolio