CRESCONO DELL’8,2% NEGLI ULTIMI DODICI MESI I PREZZI DEI BENI E SERVIZI PER USARE L’AUTO

A fronte di una crescita dell’inflazione del 3,8%

Sono aumentati mediamente dell’8,2% negli ultimi dodici mesi i prezzi dei beni e servizi necessari per utilizzare l’automobile. Nello stesso periodo il tasso di inflazione è stato del 3,8%. La forte crescita dei costi di esercizio dell’auto, secondo il Centro Studi Promotor, che ha eseguito l’elaborazione presentata nella tabella, è certamente tra le cause del rallentamento del mercato automobilistico italiano anche se non è la causa principale. Un impatto decisamente maggiore sulla frenata della domanda è stato infatti esercitato dal quadro congiunturale e dalla stretta del credito al consumo. Resta comunque il fatto che la crescita della spesa per usare l’auto è stata abnorme e non soltanto per l’incremento dei carburanti, ma anche per altre voci.

Come mostra la tabella, hanno avuto incrementi al di sopra del tasso di inflazione i prezzi di ricambi e accessori, quelli delle riparazioni, quelli dei lubrificanti e naturalmente quelli dei carburanti. In particolare i carburanti, nonostante il raffreddamento nelle ultime settimane del prezzo del petrolio, e, in misura molto più contenuta anche dei prezzi alla pompa, mostrano ancora nei prezzi di settembre una crescita tendenziale dell’11,4% per le benzine e di ben il 17,5% per gli altri carburanti. Non mancano tuttavia prodotti e servizi che negli ultimi dodici mesi fanno registrare tassi di crescita più contenuti del tasso dell’inflazione (3,8%). I pedaggi autostradali sono aumentati del 3,2%, i prezzi per le manutenzioni del 2,5%, i premi di assicurazione del 2,3%, i prezzi dei garage e dei parcheggi del 2,1% e i prezzi degli pneumatici del 2%.

Nell’ambito di questi prodotti e servizi con prezzi apparentemente virtuosi non mancano tuttavia servizi in cui il livello dei prezzi è sicuramente eccessivo. In particolare da anni ci si attende che calino i premi di assicurazione, che, dopo la liberalizzazione delle tariffe avvenuta nei primi anni novanta, sono balzati a livelli elevatissimi e non hanno mai subito cali significativi nonostante la riduzione del numero e della gravità degli incidenti e nonostante l’introduzione dell’indenizzo diretto.

Come si è già accennato, il Centro Studi Promotor non ritiene che i costi di esercizio siano oggi una delle cause principali della crisi del mercato dell’auto, ma, data la delicatezza della situazione, un attento monitoraggio di tutti gli oneri che gravano sugli automobilisti è certamente opportuno.