CON UN CALO DEL 26,42% AGOSTO CONFERMA LA FRENATA DELL’AUTO

Situazione di ordinaria difficoltà per le vendite di autovetture

Pesante flessione in agosto per le immatricolazioni di autovetture che secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti sono state 77.156 con una contrazione del 26,42% sull’agosto 2007. Con questi risultati il consuntivo dei primi otto mesi dell’anno chiude a quota 1.531.598 con una flessione del 12,04%. Dopo otto cali mensili consecutivi e data l’entità delle contrazioni non possono sussistere dubbi sulla attuale situazione del mercato italiano dell’auto.

La serietà del quadro emerge chiaramente anche dall’inchiesta congiunturale mensile del Centro Studi Promotor di agosto da cui risulta che rispetto allo stesso mese del 2007 nell’agosto scorso l’acquisizione di ordini si è mantenuta su bassi valori per il 92% dei concessionari, mentre l’88% segnala anche, sempre rispetto all’agosto 2007, una bassa affluenza di visitatori nei saloni espositivi. Dall’inchiesta vengono indicazioni non confortanti anche per quanto riguarda le prospettive per i prossimi tre-quattro mesi. Soltanto il 10% degli interpellati si attende una ripresa, mentre per il 36% le vendite si manterranno stabili sui depressi valori attuali e ben il 54% prevede un ulteriore peggioramento. Va poi segnalato che l’indicatore di fiducia degli operatori del settore auto, che il Centro Studi Promotor determina sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali, in agosto è di nuovo in calo dopo il rimbalzo di luglio sul minimo storico segnato in giugno.

L’insieme di questi elementi conferma che per il mercato dell’auto si è aperta una fase di crisi che, secondo il Centro Studi Promotor, non va tuttavia particolarmente drammatizzata. E ciò per diversi motivi. Innanzitutto il confronto nel 2008 si fa con un anno record come il 2007. Riferendosi alla situazione, più normale, del 2006, il calo delle immatricolazioni appare molto più contenuto, riducendosi nel consuntivo dei primi otto mesi al 5,38% rispetto al 12,04% del confronto sul 2007. La seconda e più sostanziale ragione che induce a non drammatizzare la crisi attuale consiste nel fatto che le attuali difficoltà si sono aperte dopo un periodo eccezionalmente lungo (ben undici anni) di vendite su livelli elevati. Poiché il mercato dell’auto ha andamento ciclico, la crisi attuale può essere considerata una situazione di ordinaria difficoltà dovuta, oltre che alle dinamiche interne del mercato dell’auto, anche ai problemi dell’economia, al caro-carburanti, al calo generalizzato dei consumi, alle difficoltà del credito. In ogni caso, secondo il Centro Studi Promotor, il quadro attuale non apre scenari catastrofici, né autorizza a ritenere che il ruolo dell’auto nella mobilità possa significativamente cambiare. Dalla crisi attuale si uscirà a tempo debito e cioè quando l’andamento dell’economia consenitrà una nuova stagione di forte crescita delle vendite di auto anche sui mercati automobilisticamente avanzati, crescita che sarà alimentata dall’esigenza di rinnovare il parco auto per tenere conto delle molte ed importanti innovazioni che stanno maturando per quanto riguarda consumi, inquinamento, sistemi di propulsione, sistemi di sicurezza e infomobilità.