CALA MENO DEL PREVISTO IL MERCATO DELL’AUTO IN GIUGNO

Favorevole il consuntivo del primo semestre 2006 (+7,86%)

Accusa un calo inferiore alle previsioni il mercato automobilistico italiano in giugno. Secondo i dati diffusi oggi dalla Motorizzazione Civile, le immatricolazioni sono state 206.794 con una contrazione del 12,56% rispetto al giugno 2005. Il calo atteso era decisamente superiore in quanto i confronti con il 2005 per il bimestre maggio-giugno sono falsati dallo sciopero delle bisarche che nello scorso anno determinò una forte contrazione delle immatricolazioni in maggio, a cui seguì un consistente recupero in giugno. Conseguentemente quest’anno vi è stata una forte crescita delle immatricolazioni in maggio a cui segue ora il calo di giugno: la crescita di maggio è stata superiore alle attese e il calo di giugno è ora invece inferiore alle previsioni. Al di là delle distorsioni statistiche legate allo sciopero delle bisarche, il mercato automobilistico italiano si conferma dunque in buona salute ed anzi nell’ultimo bimestre ha accelerato. Il consuntivo delle immatricolazioni a fine aprile faceva registrare una crescita del 5,57%. A fine giugno l’incremento sul primo semestre 2005 sale al 7,86%.

Il buon andamento del mercato italiano, che si conferma il più dinamico in Europa, appare sostenuto in questa fase, oltre che dal forte interesse per le molte novità e dall’impegno sul piano promozionale delle case automobilistiche, anche dal consolidarsi della ripresa economica. Secondo il Centro Studi Promotor l’andamento positivo dovrebbe proseguire nel secondo semestre dell’anno. Anche dall’inchiesta congiunturale di giugno del Centro Studi Promotor vengono segnali positivi. Il 72% dei concessionari ritiene infatti che nei prossimi mesi le vendite si manterranno sui soddisfacenti livelli attuali o aumenteranno.

Sulla base di questi elementi, il Centro Studi Promotor conferma, per ora, la sua previsione di 2.330.000 immatricolazioni per l’intero 2006, ma sottolinea che potrebbe esservi nei prossimi mesi l’esigenza di rivederla al rialzo. In particolare ciò potrebbe avvenire se, entro ottobre, la Corte di Giustizia Europea condannasse l’Italia ad aumentare consistentemente la detraibilità dell’Iva sugli acquisti di autovetture degli operatori economici. Come è noto, il 22 giugno l’Avvocato Generale Eleanor Sharpston ha depositato le sue conclusioni sostenendo la fondatezza del ricorso presentato da un contribuente di Trento contro l’Agenzia delle Entrate Italiana in materia di indetraibilità dell’Iva sugli acquisti di autovetture. Se la Corte di Giustizia, come è probabile, accoglierà l’impostazione dell’Avvocato Generale, l’Iva sulle autovetture acquistate da soggetti economici diventerà detraibile in ragione del 50% contro il 15% attuale. La sentenza dovrebbe avere efficacia immediata ed anzi retroattiva. L’impatto sul mercato dell’auto aziendale potrebbe essere molto forte, tenuto conto che la detraibilità si estenderà anche ai beni e servizi necessari per utilizzare l’auto. Secondo il Centro Studi Promotor su base annua una decisione favorevole al contribuente italiano della Corte di Giustizia Europea potrebbe determinare un maggior volume di immatricolazioni di circa 100.000 unità. Ovviamente se la sentenza fosse emessa entro ottobre i primi effetti si avrebbero già nel 2006 e da qui scaturirebbe l’esigenza di rivedere le previsioni di vendita già per quest’anno.