BATTUTA D’ARRESTO PER IL MERCATO EUROPEO DELL’AUTO

La ripresina italiana dell’auto non sta contagiando il mercato europeo che a ottobre, con 1.164.697 immatricolazioni, ha fatto registrare un calo del 2,6%. Si tratta di un dato per certi aspetti inatteso perché, dopo una prima parte dell’anno di sostanziale stagnazione, le immatricolazioni europee di autovetture avevano fatto registrare crescite sia in agosto che in settembre che accreditavano l’ipotesi del delinearsi di una ripresa analogamente a quanto sta avvenendo in Italia.

Il calo di ottobre determina nel consuntivo dei primi dieci mesi un calo dello 0,3%, mentre limitando l’esame ai soli paesi dell’Unione Europea, si registra un incremento dello 0,3%. Si conferma dunque il quadro di stagnazione della prima parte dell’anno. Sul risultato del mese scorso ha influito l’andamento negativo di tre dei cinque maggiori mercati del continente. Innanzitutto quello del Regno Unito che ha fatto registrare un calo del 10,8%, in secondo luogo il mercato spagnolo che è sceso del 9,6% e infine quello francese che accusa una contrazione del 5,8%. Crescono invece il mercato tedesco (+3%) e quello italiano (+5,5%).

La contrazione di ottobre, avvenuta in una situazione di sostanziale parità dei giorni lavorati, secondo il Centro Studi Promotor, giunge inattesa in quanto la ripresa dell’economia in Europa sta prendendo corpo sostenuta anche dal calo del rapporto di cambio tra euro e dollaro, che favorisce lo sviluppo delle esportazioni. Nel terzo trimestre del 2005 nel complesso dei 25 paesi dell’Unione Europea il prodotto interno lordo rispetto allo stesso periodo del 2004 è cresciuto mediamente dell’1,6%. E’ un dato significativo (anche se ben lontano dal tasso di crescita del 3,8% degli Stati Uniti). Vi sono quindi ragioni per ritenere che il calo di ottobre del mercato dell’auto possa essere considerato un incidente di percorso in un sia pur lento processo di ripresa del mercato europeo. Un elemento comunque positivo nei dati diffusi oggi dall’Acea è che il mercato degli otto paesi nuovi membri dell’Unione per i quali si dispone di dati (mancano Cipro e Malta) riduce in ottobre consistentemente le sue perdite nel confronto con il 2004. Il calo è soltanto del 2,1% e fa scendere la contrazione dei primi dieci mesi al 10,9%. Come è noto la principale ragione che determina un andamento negativo in questa area è il fatto che molti dei mercati che la compongono sono invasi da vetture a «chilometri zero» provenienti dagli altri paesi dell’Unione.

Per quanto riguarda l’andamento del Gruppo Fiat in ottobre si registra un calo della quota di mercato in Europa che scende dal 7,1% di ottobre 2004 al 6,9%. Quest’ultima quota è comunque decisamente superiore a quella registrata in settembre (5,7%). Prosegue quindi il recupero del Gruppo italiano delineatosi nel 2005 che dovrebbe rafforzarsi negli ultimi due mesi dell’anno grazie alla crescita delle immatricolazioni della Grande Punto.