BALZO DELLE VENDITE DI AUTO IN EUROPA (+9,6%)

Anche se le prospettive a breve-medio termine restano difficili

Forte crescita delle vendite di autovetture in Europa in aprile. Secondo i dati diffusi oggi dall’Acea, nel mese le unità immatricolate sono state 1.420.944 con una crescita del 9,6%. Questo risultato è in larga misura dovuto al fatto che nella maggior parte dei paesi europei vi sono stati in aprile due o anche tre giorni lavorativi in più rispetto al 2007. Nonostante questa circostanza, il dato diffuso oggi è comunque un segnale importante. Indica infatti quantomeno una tenuta del mercato europeo dell’auto in una situazione indubbiamente difficile. Innanzitutto per il quadro economico, che è preoccupante e in peggioramento, poi per l’impatto dei forti aumenti dei rincari di carburante e, infine, per le difficoltà del credito al consumo. Il ricorso all’indebitamento per acquistare lʼauto da anni è infatti un essenziale sostegno della domanda, ma già dal 2007 il suo appeal si è molto affievolito per la dinamica dei tassi e per la crescente riluttanza dei consumatori ad indebitarsi dopo le vicende dei mutui.

Il risultato di aprile per l’Europa colma il vuoto apertosi in marzo (-9,5%) e porta il consuntivo del primo quadrimestre in pareggio con il 2007 per quanto riguarda la UE a 15 e in piccola crescita (+1%) per il complesso dei paesi per i quali l’Acea ha diffuso oggi i dati e cioè UE a 27 (esclusi Malta e Cipro) e paesi dell’Efta. La piccola crescita del mercato complessivo di cui si è detto (+1%) è dovuta al buon sviluppo dei mercati dei nuovi membri dell’Unione Europea, che fanno registrare una crescita dell’11,3% in aprile e del 13,1% nel primo quadrimestre. L’apporto di questa area in sviluppo è tuttavia ancora modesto in quanto ha unʼincidenza sul mercato complessivo dei paesi europei per i quali oggi sono stati diffusi i dati contenuta nel 7,3%. Il contributo di questi paesi al mercato automobilistico europeo è tuttavia più importante di quanto appaia dalla percentuale citata. In tutta l’area è infatti decollato il processo di motorizzazione di massa, che avviene però in larga misura con l’importazione di veicoli usati dai paesi dell’Europa Occidentale (Italia compresa). Come è emerso dal convegno organizzato ieri dal Centro Studi Promotor e da CarNext con l’Università di Bologna, la possibilità di esportare volumi importanti di vetture usate è una opportunità di grande interesse per i mercati motoristicamente avanzati dell’Europa che possono così mantenere sostenute le quotazioni del loro usato. E ciò produce benefici anche per gli automobilisti che sostituiscono la loro vettura per i quali l’esborso è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto del nuovo e il ricavato dall’usato dato in permuta.

Analizzando l’andamento dei cinque maggiori mercati del continente, di grande rilievo è l’incremento registrato in aprile dal mercato tedesco (+20%) che riesce a superare la battuta di arresto di marzo, chiudendo il consuntivo del primo quadrimestre in attivo del 7,3%. Incremento questo importante ma da valutare tenendo conto che il confron-to si fa con un 2007 fortemente penalizzato da un incremento dell’Iva di 3 punti percentuali scattato appunto il primo gennaio. Buono anche l’andamento del mercato francese (+15% in aprile e +4,8% nel primo quadrimestre) che beneficia della favorevole accoglienza del pubblico a un sistema di incentivazioni delle vetture a bassa emissione di CO2. Senza infamia e senza lode il mercato del Regno Unito che cresce del 3,2% in aprile, ma pareggia nel quadrimestre. In calo sono invece i mercati spagnolo e italiano che risentono fortemente della avversa prospettiva economica. La Spagna cresce dell’1,5% in aprile, ma cala dell’11,5% nel primo quadrimestre. L’Italia è invece in calo sia in aprile (-2,9%) che nel primo quadrimestre (-8,2%) ed inoltre, come emerge dalle rilevazioni del Centro Studi Promotor, ha visto negli ultimi mesi in forte calo sia l’afflusso di potenziali interessati all’acquisto nei saloni dei concessionari che la raccolta di ordini. Segnali, questi, che gettano ombre preoccupanti sulle prospettive.