AUTO: VENDITE A 2.610.000, PIU’ GETTITO (566 milioni), PIU’ SVILUPPO (PIL +0,2%)

Previsioni 2007 per l’auto del Centro Studi Promotor con nuovi incentivi alla rottamazione

2.610.000 immatricolazioni, 566 milioni di gettito in più per l’Erario, un incremento del prodotto interno lordo dello 0,2%, minore inquinamento e maggiore sicurezza nella circolazione automobilistica. Questi, secondo il Centro Studi Promotor, sono gli effetti che nell’attuale situazione di mercato, potrebbero produrre nel 2007 gli incentivi alla rottamazione previsti nell’accordo tra maggioranza e Governo raggiunto ieri. La previsione è stata illustrata da Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor, in occasione della conferenza di apertura delle giornate stampa ed operatori del 31° Motor Show di Bologna, che verrà inaugurato il 7 dicembre.

L’emendamento preso in esame dal Centro Studi Promotor prevede, per coloro che acquistano una vettura nuova e ne rottamano una Euro 1 o Euro 0, un bonus di 800 euro e l’esenzione dal bollo per tre anni, se la nuova auto ha cilindrata fino a 1.300cc e per due anni, se ha cilindrata superiore. Quantificando le esenzioni dal bollo, il valore medio dell’incentivo, secondo il Centro Studi Promotor, è di 1.187 euro per le auto fino a 1.300cc e di 1.242 euro per quelle con cilindrata superiore. L’esenzione dal bollo vale quindi circa la metà del bonus, ma difficilmente viene percepita nella sua reale entità dal pubblico e, di conseguenza, l’incentivo sarebbe molto più efficace se il valore dell’esenzione dal bollo venisse conglobato nel bonus, operazione questa che eviterebbe anche l’onere della gestione burocratica dell’esenzione.

Il Centro Studi Promotor ha determinato l’impatto degli eventuali nuovi incentivi facendo riferimento all’esperienza degli incentivi alla rottamazione del 1997. “Nella conferenza stampa di presentazione del 21° Motor Show di Bologna – ha affermato Quagliano – il Centro Studi Promotor, il 5 dicembre 1996, presentò uno studio da cui emergeva che un incentivo alla rottamazione di consistente entità avrebbe avuto un impatto notevole in termini di maggiori vendite, maggiori introiti per l’Erario per effetto dell’incremento del gettito Iva e delle imposte sulle immatricolazioni delle vetture vendute in più e un impatto positivo sul prodotto interno lordo”. Gli incentivi vennero effettivamente adottati alla fine del dicembre 1996 e determinarono, nel 1997, un maggior gettito per l’Erario di 1.400 miliardi di lire e, secondo la stima della Banca d’Italia, una crescita del PIL dello 0,5%.

Gli incentivi proposti ora sono di valore leggermente inferiore a quelli del 1997 ed inoltre l’intervento dello Stato si inserisce in un contesto diverso. Per questi motivi l’impatto sarà minore, ma comunque di tutto rispetto. Nel 1997 il mercato usciva da una situazione di grave crisi e vi era certamente una forte domanda arretrata da soddisfare. Oggi la situazione è decisamente diversa e gli incentivi alla rottamazione, afferma il Centro Studi Promotor, non si configurano come uno strumento per rilanciare il mercato dell’auto e con esso l’economia, ma essenzialmente come una misura volta ad accelerare l’eliminazione dal parco circolante di 4.800.000 vetture Euro 0 e di 6 milioni di auto Euro 1, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento e di migliorare la sicurezza. E ciò con un intervento che non comporta costi, ma che anzi produce notevoli benefici, per l’Erario, in termini di aumento del gettito e, per l’economia, in termini di sviluppo.

“Per quanto rigurda le previsioni per il prossimo anno – afferma il Centro Studi Promotor – i nuovi incentivi si inseriscono in una situazione del mercato auto e dell’economia che in assenza di interventi governativi porterebbe nel 2007 il mercato dell’auto ad un volume di immatricolazioni sostanzialmente analogo a quello con cui si chiuderà il 2006, cioè a quota 2.330.000 unità. Con l’intervento del Governo occorre diminuire questa cifra di almeno 50.000 unità per effetto della stangata fiscale sull’auto aziendale e, auspicabilmente, aumentarla di 330.000 unità per effetto degli incentivi. La somma algebrica dà 2.610.000 immatricolazioni, livello mai toccato in passato e che, se raggiunto, ridarebbe all’Italia il ruolo di secondo mercato europeo”.