AUTO: MALE IL MERCATO, BENE FIAT

In aprile sono state immatricolate 201.844 autovetture con un calo del 2,86% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Apparentemente questo risultato è molto migliore di quello registrato in marzo (-18,76%). In effetti occorre considerare che, rispetto agli stessi mesi del 2007, marzo aveva due giorni lavorativi in meno mentre aprile ne aveva due in più. A parità di condizioni il dato di aprile è quindi sostanzialmente allineato con quello di marzo ed evidenzia una situazione di domanda sostanzialmente debole.

Secondo i concessionari interpellati dal Centro Studi Promotor nel quadro della sua inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’auto, gli elementi che hanno maggiormente ostacolato la domanda in aprile sono stati la situazione economica generale, indicata come fattore di freno dall’85% degli interpellati, la situazione politica (indicata dal 63%), la crescita dei costi di esercizio ed in particolare di quelli dei carburanti (55%) e le elezioni (49%). Dall’inchiesta congiunturale del Centro Studi Promotor vengono indicazioni negative, oltre che per le immatricolazioni, anche per altri aspetti dell’attuale situazione del mercato dell’auto. In particolare ben l’88% dei concessionari segnala bassa affluenza di potenziali interessati all’acquisto nei saloni di vendita dei concessionari, mentre per il secondo mese consecutivo il 90% degli interpellati segnala bassi volumi di acquisizione di ordini. Si tratta di due elementi decisamente negativi perché destinati a condizionare sfavorevolmente l’andamento delle immatricolazioni nei prossimi mesi.

Secondo il Centro Studi Promotor, dopo il record di immatricolazioni del 2007, all’inizio del 2008 due importanti elementi, uniti a fattori negativi già operanti, hanno determinato una situazione fortemente sfavorevole per il mercato italiano dell’auto. Il primo elemento è l’aggravarsi della situazione economica e il conseguente deterioramento della propensione all’acquisto dei consumatori. Il secondo elemento è il sostanziale fallimento degli incentivi alla rottamazione che, rinnovati in misura inferiore alle attese e comunque inadeguati rispetto alle esigenze, non hanno certo attribuito alla domanda un impulso in grado di neutralizzare l’impatto sulle immatricolazioni del susseguirsi di notizie negative sulla congiuntura italiana e internazionale. Come si diceva, questi due importanti elementi hanno operato in presenza di fattori negativi preesistenti e che comunque si sono aggravati, come la continua crescita dei prezzi dei carburanti, l’aumento del costo del denaro, le crescenti remore dei consumatori ad indebitarsi per acquistare beni di consumo durevoli. L’inversione di tendenza manifestatasi a cavallo tra il 2007 e il 2008 – sostiene il CSP – ha dato luogo a un andamento negativo della domanda che non sembra destinato ad esaurirsi nel breve termine. In questo scenario sfavorevole particolare significato acquistano i dati relativi al gruppo Fiat che in aprile ha visto la sua quota salire al 33,6%, livello che non veniva toccato dal 2002, mentre indicazioni molto favorevoli per Fiat vengono dai mercati esteri e in particolare da quello francese, dove le vendite del gruppo in aprile sono aumentate del 49,8%.