ASSISTENZA AUTO: DOPO QUATTRO ANNI UN AUTOMOBILISTA SU DUE ABBANDONA IL CONCESSIONARIO

Anche se tende ad aumentare la fedeltà alle reti ufficiali
Un automobilista su due, nel quarto anno di possesso di un’auto acquistata nuova, non si rivolge più per l’assistenza ad un’officina appartenente alla rete ufficiale della casa automobilistica ma passa agli autoriparatori indipendenti. Questo dato emerge dalla rilevazione annuale che il Centro Studi Promotor compie sulla fedeltà alle officine delle reti ufficiali da parte degli acquirenti di auto nuove, fedeltà che è comunque in aumento.

Dalla rilevazione del 2006, emerge che nel primo anno dopo l’acquisto si rivolge alle officine ufficiali il 91% degli acquirenti. Questa percentuale scende all’82% nel secondo anno, al 62% nel terzo e al 49% nel quarto anno per continuare poi a scendere. Si potrebbe ritenere che il motivo principale del progressivo abbandono delle reti ufficiali sia la ricerca di prezzi più bassi. E’ una motivazione rilevante, ma non la più importante. Un peso maggiore ha infatti la capillarità della distribuzione delle officine indipendenti di autoriparazione, che sono molte di più di quelle ufficiale sono ubicate non di rado anche nei centri storici e nella prima periferia e quindi quasi sempre in posizioni più facilmente raggiungibili dalla maggior parte degli automobilisti. La seconda ragione che spinge verso le officine indipendenti è il fatto che queste strutture offrono ancora all’automobilista la possibilità di avere un dialogo diretto con il meccanico che interverrà sull’auto senza la mediazione di strutture di accettazione, che ormai sono la regola per le officine ufficiali, ma che vengono vissute molto spesso come filtri non graditi. I dati dell’indagine 2006 sono sostanzialmente analoghi a quelli della rilevazione del 2005, ma differiscono notevolmente da quelli delle rilevazioni compiute dal Centro Studi Promotor nel 2000 e nel 1995. A metà degli anni 90 infatti i tassi di fedeltà alle officine delle reti ufficiali erano molto più bassi, nel quarto anno soltanto il 37 % degli automobilisti, si rivolgeva ancora alle officine ufficiali. Nel 2000 il tasso di fedeltà sale al 39 % e continua poi gradualmente a crescere per arrivare al 49 % nel 2006.

I fattori che hanno determinato questa situazione sono diversi. Innanzitutto vi è la crescente diffusione dell’auto sostitutiva che l’officina fornisce spesso gratuitamente durante il periodo di riparazione della propria auto e che attenua notevolmente il disagio della peggiore distribuzione sul territorio delle officine ufficiali. La ragione principale del loro recupero è però il fatto che il grande processo tecnologico che ha investito la produzione automobilistica negli ultimi anni ha reso molto più complessa l’attività di autoriparazione, determinando la necessità di utilizzare attrezzature e software sempre più sofisticati e di ricorrere ad un costante aggiornamento del personale.

E’ evidente che, se l’attività di autoriparazione si fa più complessa, le reti ufficiali dati i loro stretti rapporti con le case automobilistiche, si trovano in una condizione migliore per offrire un servizio di qualità agli automobilisti. Come’ è noto, il regolamento europeo sulla distribuzione e l’assistenza agli autoveicoli, proprio con l’obiettivo di garantire condizioni di libera concorrenza nell’autoriparazione, ha imposto alle case automobilistiche di concedere agli operatori indipendenti l’accesso alle informazioni tecniche, alle attrezzature e alla formazione necessaria per intervenire su tutti i loro autoveicoli. Nonostante quest’obbligo i dati sulla fedeltà alle officine ufficiali dimostrano che le difficoltà degli indipendenti nel competere sul ricco mercato dell’assistenza automobilistica sono in aumento.

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