ANCORA IN CALO IL MERCATO EUROPEO DELL’AUTO

ll rallentamento congiunturale condiziona pesantemente la domanda europea

Il peggioramento della congiuntura economica nei paesi dell’Unione Europea si riflette puntualmente anche sul mercato automobilistico. Secondo i dati diffusi oggi dall’Acea, in maggio sono state immatricolate 1.217.377 autovetture con un calo del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2002. Si tratta di una contrazione particolarmente pesante, se si considera che si riferisce a un mercato molto grande e per di più composito, cioè formato dalla somma dei diciotto mercati nazionali dell’Europa occidentale. Oltre all’entità del calo, preoccupa il fatto che l’andamento negativo interessa tutti i mercati dell’area, tranne quelli di alcuni paesi minori e quello della Germania. Questo ultimo mercato in maggio cresce, ma soltanto per effetto di una riduzione di imposte sulle auto aziendali. Il bilancio dei primi cinque mesi è comunque negativo anche in Germania (-0,7%), mentre nel complesso dell’area con 6.239.541 immatricolazioni si registra un calo del 3,8%.

Secondo il centro Studi Promotor, analizzando i dati dei primi cinque mesi del 2003, emerge una chiara tendenza al peggioramento. Il Centro Studi bolognese prevede che, per l’accentuarsi del rallentamento della domanda nei prossimi mesi, il 2003 chiuderà con un calo delle vendite del 5% e quindi con un volume di immatricolazioni nell’intera Europa occidentale di 14.050.000 vetture contro i 14.817.679 del 2002. Questa previsione è perfettamente coerente con l’andamento dell’economia europea in cui cominciano, in particolare in Germania, a comparire chiari segnali di deflazione e in cui il clima di fiducia dei consumatori è in flessione in tutti i principali sistemi nazionali. Sempre secondo il Centro Studi Promotor, la crescita di maggio del mercato tedesco, dovuta come si è detto a una diminuzione di tassazione sulle auto aziendali, è particolarmente significativa in quanto indica che la domanda di beni di consumo durevole risponde prontamente alle riduzioni di carico fiscale. Si tratta di una indicazione che dovrebbe essere tenuta nella massima considerazione qualora si volesse rilanciare il mercato automobilistico nell’intera Europa e in particolare in Italia.

Per quanto riguarda l’andamento dei principali gruppi, prosegue purtroppo in maggio la flessione del gruppo Fiat, che vede scendere la sua quota dal 8,2% di maggio 2002 al 7,3% di maggio 2003. Ed anche considerando il cumulato dei primi cinque mesi la quota del gruppo italiano è in flessione (dal 8,7 al 7,8%). Guadagnano invece terreno in termini di quote di mercato in Europa il gruppo PSA (dal 14,9 al 15,5% nei primi cinque mesi), le case giapponesi complessivamente considerate (dal 11,2 al 12,2%), quelle coreane pure complessivamente considerate (dal 2,7 al 3,1%) e, in lieve misura, il gruppo General Motors dal 9,8 al 9,9%.