32° MOTOR SHOW – LA SITUAZIONE E LE PROSPETTIVE DEL MERCATO DELL’AUTO

Conferenza stampa di apertura del 32° Motor Show di Bologna del Centro Studi Promotor

Il mercato automobilistico mondiale nel 2007 è caratterizzato da andamenti nettamente differenziati tra paesi emergenti e paesi maturi. I primi sono interessati da un forte sviluppo delle vendite di autovetture: secondo gli ultimi dati la Cina cresce del 21%, l’India del 13%, il Brasile del 27%, la Russia addirittura del 66%. Per i mercati maturi il quadro è invece di segno opposto. Negli Stati Uniti si registra un calo del 3% e in Giappone del 7%. Tra le aree mature fa eccezione l’Europa dove si registra una crescita intorno all’1%. L’Europa dunque non è in calo, ma è in sostanziale stagnazione.

Nel quadro europeo, oltre al dinamismo della domanda dei paesi nuovi membri della UE (la cui quota sul mercato del continente è comunque ancora modesta) emergono due importanti andamenti di segno opposto. Il mercato tedesco cala dell’8% e quello italiano cresce del 7%. Il mercato tedesco è in difficoltà perché non ha ancora assorbito il contraccolpo dell’aumento dell’Iva di tre punti dal 1° gennaio, il che, a distanza di molti mesi, lascia pensare che vi siano anche altri elementi che frenano la domanda. Il mercato italiano si trova invece a svolgere il ruolo di locomotiva del mercato europeo, anche se il tasso di crescita italiano nel 2007 è buono, ma non eccezionale.

Come è noto il risultato del nostro paese è dovuto agli incentivi alla rottamazione. Si può ormai stimare con sufficiente certezza che il 2007 chiuderà il suo bilancio a fine dicembre con 2.480.000 immatricolazioni. Se sarà così la crescita rispetto al 2006 sarà di circa 160.000 immatricolazioni (+7%). Questo incremento è certamente dovuto per intero alle agevolazioni statali alla rottamazione. Ma l’effetto incentivi è sicuramente più ampio perché in mancanza di questo provvedimento il mercato italiano nel 2007 sarebbe stato in calo per diverse ragioni. Innanzitutto nei primi sette mesi dell’anno vi è stata una forte penalizzazione della domanda di auto aziendali dovuta alla stangata alla deducibilità fiscale assestata con la manovra Finanziaria di fine 2006. La normativa è stata modificata in senso favorevole per il contribuente con il Decreto Legge 2 luglio 2007, n. 81 convertito nella Legge 3 agosto 2007, n. 127. E’ però improbabile che l’effetto negativo sulle vendite di auto aziendali nella prima parte del 2007 possa essere interamente recuperato negli ultimi mesi dell’anno. Un secondo elemento che ha certamente influito negativamente sulla domanda di auto nel 2007 è l’andamento congiunturale dell’economia che non è stato particolarmente dinamico, con una frenata nel secondo trimestre dell’anno, un recupero nel terzo e probabilmente un nuovo rallentamento nel quarto trimestre. Anche l’aumento del costo del denaro ha influito sulla propensione a valersi del credito al consumo per l’acquisto dell’auto con ripercussioni negative sulla domanda. Nel conto va poi messo l’andamento del prezzo dei carburanti e l’impatto, per ora soprattutto psicologico, della crisi dei mutui subprime e delle conseguenti turbolenze finanziarie.

Nel 2007 l’apporto degli incentivi alla rottamazione è stato dunque decisivo per compensare la debolezza della domanda di autovetture e per far compiere al mercato italiano un balzo che lo sta portando a stabilire il record di immatricolazioni. Nonostante questo risultato si può tuttavia affermare che l’impatto degli incentivi avrebbe potuto essere ancora più forte. Ciò non è avvenuto, oltre che per i fatti che abbiamo appena elencato e che hanno determinato un indebolimento imprevisto della domanda, anche per due altri elementi. Il primo è legato alle politiche commerciali delle case automobilistiche e il secondo alla formula adottata per gli incentivi e alla disponibilità di risorse degli attuali proprietari di vetture Euro 0 ed Euro 1. Se consideriamo l’andamento delle immatricolazioni dal 1997 al 2006 vediamo che i volumi annui si sono collocati in una fascia abbastanza ristretta compresa tra il minimo di 2.237.000 unità del 2005 e il massimo di 2.425.000 unità del 2000, con immatricolazioni medie annue nel periodo di 2.331.000 unità. Ciò è avvenuto nonostante che nel periodo abbiano agito sul mercato molti fattori in grado di influenzare notevolmente la domanda, come ad esempio incentivi alla rottamazione (1997/1998 e 2002/2003), messa al bando della benzina con piombo, andamenti economici tendenzialmente deboli, ma comunque differenziati di anno in anno ed altri fattori.

La sostanziale stabilità del mercato italiano dell’ultimo decennio (ma una situazione analoga si è avuta anche per il mercato europeo) è dovuta al fatto che le case automobilistiche hanno intensificato la loro pressione sul mercato attraverso sconti, promozioni, campagne pubblicitarie e chilometri zero nei periodi di debolezza della domanda per allentarli, come è logico, nei momenti di ripresa. Anche nel 2007 la pressione delle case sul mercato ha avuto andamenti alterni. Ad un picco di comunicazione e di offerte promozionali in aggiunta agli incentivi all’inizio dell’anno ha fatto seguito una fase di stanca e quindi una ripresa, per la verità poco incisiva, di comunicazione e promozioni negli ultimi mesi dell’anno in vista di uno sprint finale degli incentivi che, in realtà, non si sta delineando.

Una seconda ragione che ha impedito che gli incentivi alla rottamazione del 2007 avessero un impatto ancora maggiore può essere identificata, come emerge anche da sondaggi sui concessionari eseguiti dal Centro Studi Promotor, in una risposta dei proprietari di Euro 0 ed Euro 1 inferiore alle attese. L’entità dell’incentivo statale e delle promozioni aggiuntive delle case non è stata infatti tale da consentire ad un numero maggiore di potenziali interessati di cambiare l’auto. In altri termini, la maggior parte di proprietari di Euro 0 ed Euro 1 non ha risorse sufficienti per comprare un’auto nuova neppure con gli incentivi alla rottamazione. Occorrerebbero dunque incentivi più robusti. Pur con le limitazioni di cui si è detto, gli incentivi alla rottamazione del 2007 hanno comunque ottenuto risultati di grande interesse per quanto riguarda l’obiettivo che si proponevano, che è quello di contribuire ad abbattere i livelli di inquinamento. I risultati raggiunti in termini di miglioramento dell’ambiente con gli incentivi 2006-2007 verranno illustrati il 7 dicembre nel convegno inaugurale del 32° Motor Show e saranno di grande rilievo. Occorre però sottolineare che, se si vuole continuare lo sforzo intrapreso a favore dell’ambiente, la politica degli incentivi alla rottamazione deve essere ripensata. Riproporre la formula attuale per il 2008 potrebbe dare un risultato apprezzabile, ma per avere un impatto veramente significativo il bonus dovrebbe essere aumentato. Con un approccio più organico ed efficace alle questioni dell’ambiente occorrerebbe poi considerare che anche il parco di auto Euro 2 è molto inquinante, anche perché costituito da autovetture che hanno percorrenze annue decisamente superiori a quelle delle Euro 0 ed Euro 1. Molto opportuna sarebbe quindi una estensione degli incentivi alla rottamazione alle Euro 2. Ed infine non va dimenticato il problema dell’usato. Occorrerebbe prevedere forme di incentivazione alla rottamazione con acquisto di usato Euro 3 od Euro 4. Tra l’altro un provvedimento di questo tipo oltre ad avere una importante valenza ambientale potrebbe contribuire a sostenere il mercato dell’usato, che è sempre a rischio in presenza di incentivi alla rottamazione. Pure nel 2007 vi sono state infatti ripercussioni negative sulle quotazioni dell’usato, anche se non vi è stato un calo delle vendite come con gli incentivi del 1997/1998 perché negli ultimi dieci anni il mercato italiano dell’usato è molto cambiato per la nascita di nuovi sbocchi (export, immigrati, precari) e di nuovi canali di vendita (internet e nuove organizzazioni specializzate).

Premesse queste considerazioni, quale potrebbe essere lo scenario per il 2008? Vediamo innanzitutto il quadro economico. La sensazione che si ha oggi è che la grande paura legata ai mutui subprime sia superata, in quanto non vi sarà recessione, ma semplicemente un rallentamento dello sviluppo. Ciò anche perché un poderoso apporto all’economia mondiale continua a venire dai paesi emergenti, mentre la crescita dei prezzi delle materie prime sta facendo affluire risorse anche ad alcune economie finora ai margini dello sviluppo. L’effetto subprime non si è però certamente ancora esaurito e nuovi sviluppi negativi potrebbero aversi nei prossimi mesi coinvolgendo anche l’Europa.

Il nuovo quadro delineatosi con le turbolenze finanziarie di fine estate ha indotto l’Isae a ridimensionare di un decimo di punto (da 1,9 a 1,8) il tasso di crescita previsto per il 2007 per il nostro paese, mentre per il 2008 la revisione della stima è stata più ampia in quanto il tasso di sviluppo previsto scende dall’1,8 della previsione di luglio all’1,4 della previsione di ottobre. Questo potrebbe essere però solo l’inizio di una nuova fase negativa: vecchi e nuovi problemi gravano sulle prospettive dell’economia e del mercato dell’auto. Il rapporto di cambio dell’euro con il dollaro e le altre monete potrebbe ulteriormente rafforzarsi. Il riaffacciarsi dell’inflazione potrebbe aprire una nuova stagione di rincari del costo del denaro con ripercussioni negative sulla propensione delle famiglie ad indebitarsi per acquistare automobili in un quadro in cui la fiducia verso i servizi finanziari è già scossa dalla crisi dei subprime e da tutto quello che ne è scaturito e ne sta scaturendo. Il prezzo del petrolio, una volta superata la soglia psicologica dei 100 dollari, potrebbe continuare a crescere. A rincarare la dose vi sono anche i continui rincari dei premi di assicurazione, la cui crescita non sembra avere limiti, e produce, tra l’altro, l’effetto di elevare la soglia di accesso dei giovani alle quattro ruote e di abbassare quella di uscita degli anziani, con effetti di demotorizzazione.

Sulla base di questi elementi, la nostra previsione per il 2008 è che, in mancanza di incentivi alla rottamazione, le immatricolazioni scenderanno al di sotto del limite inferiore della banda in cui hanno oscillato negli ultimi dieci anni e si attesteranno a quota 2.150.000 unità. E ciò considerando anche che nei primi tre mesi del 2008 vi sarà un buon numero di vetture acquistate con gli incentivi e ordinate entro il 31 dicembre ma immatricolate, come la legge consente, entro il 31 marzo. Il raggiungimento di quota 2.150.000 comporterebbe un calo del 13% rispetto al 2007 e dell’8% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

Come è noto, è stato annunciato ieri un emendamento della maggioranza, peraltro non ancora presentato, che prevede il rinnovo al 2008 e l’estensione degli incentivi. Dalle informazioni di fonte giornalistica disponibili al momento di chiudere questa relazione, e cioè alle ore 9,30 del 4 dicembre, l’emendamento dovrebbe prevedere il rinnovo degli attuali incentivi alla rottamazione di auto Euro 0 e Euro 1, riducendo però l’entità del bonus e dell’esenzione dal bollo. Inoltre gli incentivi dovrebbero riguardare anche la rottamazione di Euro 2 e dovrebbero essere previste agevolazioni anche per la rottamazione di usato. La proroga degli attuali incentivi per la rottamazione dell’Euro 0 e dell’Euro 1 è certamente opportuna, ma la riduzione dell’entità dell’incentivo ne attenuerà l’impatto, tanto più che con l’esperienza del 2007 è emerso che, come si è detto più sopra, una quota notevole dei proprietari di Euro 0 e Euro 1 non sono stati in grado di utilizzare le agevolazioni statali in quanto non dispongono di risorse sufficienti per comprare un’auto nuova neppure con gli incentivi. L’estensione alle Euro 2 potrebbe invece dare un apporto notevole alla sostituzione di una quota rilevante del parco circolante e certamente utili sarebbero incentivi alla rottamazione per l’usato.

Secondo il Centro Studi Promotor, qualora l’emendamento annunciato venisse recepito nella Finanziaria, potrebbe portare il mercato automobilistico italiano a quota 2.500.000 unità e quindi leggermente al di sopra del record che verrà registrato quest’anno.

Bologna, 4 dicembre 2007