3.000 MILIONI DI IMPOSTE IN PIU’ PER IL CARO-CARBURANTE

Nel 2004 e nei primi dieci mesi del 2005 il forte rincaro dei carburanti per autotrazione ha determinato un maggior gettito per l’erario di 2.916 milioni di euro. La stima è del Centro Studi Promotor ed è stata presentata oggi nel corso della conferenza stampa su “La situazione e le prospettive del mercato dell’auto” tenuta in vista dell’apertura del 30° Motor Show di Bologna che verrà inaugurato sabato 3 dicembre.

Dalla fine del 2003 ad oggi i prezzi della benzina sono aumentati del 18,7% e quelli del gasolio per autotrazione del 28,5%. Questi rincari sono dovuti soprattutto all’aumento del greggio e di conseguenza del prezzo industriale dei carburanti, ma una quota degli aumenti deriva anche dal meccanismo perverso della tassazione sui carburanti che prevede una accisa (imposta di fabbricazione) ed inoltre l’Iva, che va calcolata sul totale dell’accisa e del prezzo industriale. In forza di questo meccanismo la crescita del prezzo industriale determina un aumento automatico del prelievo per l’Iva. Nel periodo citato questa situazione, da un lato, ha portato nelle casse dello Stato quasi 3.000 milioni di euro in più ma, dall’altro, ha esaltato gli effetti del caro-greggio, con impatti negativi sui consumi, sull’inflazione e sullo sviluppo economico.

Nel 1999 il Governo, dopo una fase di forte crescita dei prezzi del greggio, adottò un provvedimento temporaneo per neutralizzare gli effetti del meccanismo perverso di cui si è detto. Il provvedimento venne più volte prorogato e poi lasciato scadere. Oggi, anche se le tensioni sui prezzi dei carburanti sono in lieve rallentamento, il problema si ripropone e, secondo il Centro Studi Promotor, occorrerebbe un provvedimento definitivo che risolvesse il problema alla radice una volta per sempre.

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Tabella gettito benzina