2.378 MILIONI IN PIU’ DI IMPOSTE SUI CARBURANTI NEL 2004 E NEL GENNAIO-AGOSTO 2005

Per risolvere il problema occorre ridurre imposte (e prezzi) al litro di 7,1 centesimi per la benzina e di 6,6 centesimi per il gasolio

2.378 milioni di euro. E’ questa la cifra che è entrata nelle casse dello Stato nel 2004 e nei primi otto mesi del 2005 per effetto dell’incremento di tassazione dovuto ai rincari dei prezzi della benzina e del gasolio. Il calcolo è stato fatto dal Centro Studi Promotor sulla base dei prezzi medi dei carburanti per autotrazione e dei dati sulle vendite pubblicati dal Ministero delle Attività Produttive. I prezzi dei carburanti per autotrazione sono gravati da due imposte: l’accisa (l’imposta di fabbricazione) e l’Iva. L’accisa si applica in misura fissa, mentre l’Iva si applica con una aliquota del 20% sul totale del prezzo industriale e dell’accisa. Se dunque il prezzo industriale (che è la componente che va all’industria e alla distribuzione) cresce come sta avvenendo nella attuale fase, aumenta anche il carico di imposte che incidono su un litro di carburante per effetto dell’Iva.

In forza di questo meccanismo dalla fine del 2003 al 31 agosto scorso il totale delle imposte su un litro di benzina è passato da 71,4 centesimi a 77,7 centesimi, con un aumento di 6,3 centesimi, mentre il carico fiscale su un litro di gasolio è salito da 54,8 centesimi a 60,6 centesimi con una crescita di 5,8 centesimi. Questi incrementi hanno determinato la crescita di gettito di 2.378 milioni di cui si è detto all’inizio, crescita che ha inciso per 961 milioni di euro nel 2004 e per 1.417 milioni di euro nei primi otto mesi del 2005. Si tratta di una, sia pure involontaria, «speculazione» che lo Stato ha fatto sul caro-petrolio e che è dovuta, come si diceva, a un sistema di tassazione che ha molti aspetti perversi in quanto vi è una tassa su un’altra tassa (l’Iva sulla accisa) ed inoltre con l’Iva entra in funzione un meccanismo automatico che esalta gli effetti negativi delle tensioni che si creano sul prezzo del petrolio grezzo.

Il problema è da tempo all’attenzione del Governo. Se oggi si volesse risolverlo, tenendo conto degli ulteriori incrementi di tassazione della prima metà di settembre, si dovrebbero ridurre le imposte sulla benzina di 7,1 centesimi e quella sul gasolio di 6,6 centesimi. Considerando che l’automobilista medio percorre 15.000 km all’anno, il risparmio nei dodici mesi sarebbe di circa 100 euro per l’utente di un’auto a benzina e di 70 euro per quello di un’auto diesel, mentre attualmente il maggior costo su base annua derivante dalla differenza tra i prezzi al 12 settembre e quelli a fine 2003 è di 444 euro per l’utente medio di un’auto a benzina e di 360 euro per l’utente medio di un’auto diesel.

Allegati:

2 Tabelle – Comunicato Benzine